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La lotta alla mafia e per la legalità non ha e non deve avere colori: né di destra, né di sinistra.
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Buon Pomeriggio !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Vorrei dire a quanti continuano a minacciarmi che la smettano di perdere tempo con me, perché tanto io non pagherò'[...] Non vogliamo fare gli eroi, ma continuare a vivere e lavorare affinché questa società cresca e migliori. Vogliamo sentirci cittadini di uno stato efficiente di un paese normale"

(A. Vecchio)

"Forse vorrebbero farmi stare zitto ma stanno zitti i sordomuti, stanno zitti gli afoni… le persone che sanno parlare parlano, e io parlo!"
(A. Vecchio)

Il caso Cosedil

E’ cronaca di questi giorni, il geom. Andrea Vecchio titolare del Cosedil, impresa edile con 250 dipendenti e oltre 20 milioni di euro di fatturato, dice di no al pizzo, subisce tre attentati, una pesante intimidazione ma non si piega al racket delle estorsioni e afferma con decisione “ forse vorrebbero farmi stare zitto ma…stanno zitti sordomuti, stanno zitti gli afoni…le persone che sanno parlare parlano e io parlo”
Negli stessi giorni il giornalista Lirio Abbate, autore insieme a Peter Gomez de “I complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provengano da Corleone al Parlamento”, ritorna a Palermo e trova ad accoglierlo un ordigno esplosivo collocato sotto la sua autovettura.
Due vicende che si intrecciano e ricordano al paese distratto dagli ultimi scorci d’estate che la mafia esiste, non è scomparsa con l’arresto di Provenzano, continua a fare i suoi affari come qualsiasi multinazionale del crimine.
Il fatto nuovo è rappresentato dalla decisione di Confindustria siciliana di espellere gli imprenditori che pagano il pizzo.
Una decisione senza precedenti, che costituisce un segnale di discontinuità storica ove si pensi che Libero Grassi, l’imprenditore palermitano ucciso il 29 agosto 1991 per essersi ribellato al racket, venne lasciato solo proprio dall’associazione degli industriali di cui faceva parte. A ricordare l’episodio, nel corso della trasmissione organizzata dall’emittente Telecolor andata in onda il 7 settembre scorso da piazza Duomo a Catania, la vedova di Libero Grassi, Pina Maisano “ Libero pensò subito di mettersi in contatto con l’allora presidente dell’associazione industriali perché pensava che trovando la coesione con gli altri imprenditori suoi colleghi si sarebbe affrontato meglio il problema. L’allora presidente dell’associazione industriali disse cha a lui non risultava che gli imprenditori palermitani pagassero il pizzo e che Libero faceva una “tammuriata”, cioè si faceva, voleva farsi pubblicità…”
Impressionanti i numeri del pizzo “175 mln di euro l’anno nella sola città di Palermo” ma, forse, ad impressionare di più è quella piazza vuota e l’indifferenza della cosiddetta società civile catanese per un appuntamento che poteva essere una occasione di riscatto e riflessione per la città soprattutto alla luce delle ultime vicende.
Sotto il “liotru” simbolo della città campeggiava lo striscione dei ragazzi di Addiopizzo, nutrito il parterre degli ospiti, il presidente della Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, Fabio Scaccia, presidente dell’associazione industriali di Catania, Pietro Agen presidente della Camera di Commercio di Catania, Pina Maisano Grassi, Renzo Caponnetti presidente dell’associazione antiracket di Gela, il coordinatore regionale delle associazioni antiracket Fai Mario Caniglia, unica assente poco giustificata, come si diceva, Catania.
Forse l’iniziativa non ha avuto la necessaria pubblicità, forse i catanesi non ne erano a conoscenza, forse questa città non è indifferente ma solo distratta....…forse.


Segue la rassegna stampa sul caso Cosedil.

06-10-07

Caso A. Vecchio: arrestato presunto estortore

16-09-07

Catania: in aumento denunce contro il racket

08-09-07

Prefetto Cancellieri: vogliamo che cresca la cultura di legalità

La risposta del Pres. Napolitano al Geom. Vecchio

04-09-07

Andrea Vecchio: il coraggio di chi non paga il pizzo

Racket, l'appello di Napolitano

"Più tutela alle imprese"

Manifestazione di solidarietà davanti alla Cosedil

Révolte des entrepreneurs siciliens contre le racket de la mafia

02-09-07

Estorsioni: lo Stato c'è. Confindustria schierata. L'appello di addiopizzo: imprenditori catanesi, denunciate!

Le reazioni alla decisione di Confindustria. La proposta: contro il racket, l'esercito.

Confindustria: "serve un esercito di imprenditori e commercianti"; Piero Grasso: "se alle dichiarazioni di principio seguiranno i fatti e i comportamenti si tratterebbe di una svolta epocale che metterebbe in campo veramente un esercito pronto a fare la guerra contro il pizzo".

01-09-07

Confindustria: espulso chi paga il pizzo

Catania, per sconfiggere il racket occorrono leggi e strumenti speciali. Emblematico il Caso Cosedil

Quarta indimidazione nei riguardi dell'imprenditore Andrea Vecchio

Solidarietà al Geom. Vecchio e al Pres. Marco Venturi dal mondo istituzionale

Santa Venerina: imprenditore subisce tre danneggiamenti in tre giorni:"Con tre attentati in tre giorni chiudo"

Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo di pupazzi