Non un euro alla mafia

Written by  Thursday, 01 July 2010 00:00

L'associazione Addiopizzo, in collaborazione con le forze dell'ordine e le associazioni Antiracket della provincia di Catania, ha reso pubblici i nomi dei cinquanta commercianti del comune etneo e di quelli limitrofi che fanno parte della lista di chi non si piega al racket delle estorsioni. Anche da noi ora si potrà scegliere di comprare "pizzo-free".

Ribellarsi al fenomeno del pizzo è un atto di coraggio. Dire apertamente che non lo si paga e che non ci si vuole piegare, magari esponendo un adesivo sulle vetrine del proprio negozio o ristorante o camion, lo è ancora di più. È quello che hanno fatto i cinquanta esercenti catanesi che hanno deciso di aderire al progetto del Consumo Critico dell'associazione Addiopizzo Catania e far parte così della lista dei commercianti pizzo-free, presentata mercoledì 30 Giugno, in una conferenza stampa che si è svolta nei locali della Prefettura di Catania.Alla raccolta firme dei consumatori che si impegnano a preferire nei loro acquisti i fornitori di servizi che non pagano il pizzo, arrivate oggi a più di quattromila e iniziata nel 2006, si è aggiunta la raccolta delle adesioni da parte dei commercianti, imprenditori e professionisti che non si sottomettono al racket delle estorsioni, che Addiopizzo ha fatto partire due anni fa. Si può dire, quindi, che lo scopo del progetto del Consumo critico di creare una rete di esercenti liberi dal pizzo e di consumatori responsabili nelle loro scelte è nella sua fase di realizzazione, seppur iniziale.

Non sono tanti cinquanta commercianti se confrontati con i grandi numeri di una città come Catania, ma è un numero significativo se invece lo si accosta al senso di resa, alla pigrizia, al cinismo e all'omertà che troppo spesso caratterizzano i suoi abitanti. «Questi commercianti non sono eroi - dichiara Rosario Lupo, presidente dell'associazione Addiopizzo di Catania - ma persone normali che hanno deciso di dare l'esempio. Il risultato che abbiamo raggiunto oggi va considerato come un punto di arrivo, da quando abbiamo cominciato con questa iniziativa, ed un punto di partenza per il futuro. L'obiettivo unico è vedere questa città libera dal pizzo».Alla conferenza hanno partecipato il prefetto di Catania, Dott. Vincenzo Santoro, il procuratore aggiunto della Repubblica, Dott. Vincenzo D'agata, il Comandante provinciale della guardia di finanza, Generale di Brigata Ignazio Gibilaro ed il Colonnello provinciale del corpo dei Carabinieri, Giuseppe Governale. Presenti le associazioni antiracket appartenenti alla provincia di Catania che, in sinergia con l'associazione, hanno collaborato e continuano a collaborare per la lotta contro il crimine organizzato ed alcuni commercianti che hanno denunciato o che si rifiutano di pagare il pizzo. Tra loro Saro Barchitta, imprenditore di Scordia che ha dato la sua testimonianza: «Si sono avvicinati in maniera semplice, quasi stupida, chiedendo un favore per un amico in carcere, ed alla fine si prendevano tutto. Così li ho denunciati. Se fai uscire fuori il coraggio, la paura la metti addosso a loro».

I semi sono piantati, il progetto è pienamente in funzione anche a Catania, dopo Palermo. La lista ha i suoi primi commercianti e i ragazzi di Addiopizzo sembrano determinati ad allargarla con l'appoggio delle istituzioni e delle forze dell'ordine. Sotto richiesta del Colonnello Governale, il Dott. Santoro accoglie la proposta di rinnovare questo incontro per lo stesso giorno del prossimo anno, in modo da dimostrare che i progressi, su adesioni ed iniziative, ci saranno. Resta da vedere come risponderà la città.


Fonte:  step1

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