Catania grida "Addiopizzo"

Written by  Saturday, 13 October 2007 00:00

Catania volta pagina ed è pronta ad accogliere una realtà come quella del Comitato Addiopizzo, che ormai da un anno è un punto fisso nell'ambito del movimento antiracket che continua a crescere di giorno in giorno. A farne parte sono giovani che hanno voglia di vedere cambiare le cose in una città che è stata silenziosa per troppo tempo, non gridano al miracolo, ma ammettono: "I segnali ci sono, ed è evidente che qualcosa si sta muovendo".


Catania e i catanesi cominciano a
risvegliarsi da un torpore che ne ha
caratterizzato la loro storia. Ed è
proprio la storia quella che si sta
scrivendo in questi giorni: mentre le
forze dell'ordine mettono a segno un
arresto dopo l'altro, con accuse di
estorsione un imprenditore, Andrea
Vecchio, continua la sua lotta contro il
suo "no" al racket.
Catania volta pagina ed è pronta ad
accogliere una realtà come quella del
Comitato Addiopizzo, che ormai da un
anno è un punto fisso nell'ambito del movimento antiracket che continua a
crescere di giorno in giorno. A farne parte sono giovani che hanno voglia di
vedere cambiare le cose in una città che è stata silenziosa per troppo
tempo, non gridano al miracolo, ma ammettono: "I segnali ci sono, ed è
evidente che qualcosa si sta muovendo".
I catanesi hanno quindi deciso di portare ai piedi dell'Etna la fortunata
esperienza che era stata messa in atto dai cugini palermitani pur essendo
consapevoli che la storia delle due città è completamente diversa: "Noi,
per fortuna, non abbiamo avuto le stragi. Non abbiamo avuto il sangue a
risvegliare le coscienze dei cittadini. Il fenomeno mafioso in se è
completamente diverso. Per questo l'accoglienza di un Comitato come il
nostro a Catania è stata più fredda che a Palermo".
Era la sera del 28 giugno dello scorso anno quando, armati di adesivi che
recitavano "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità" i
ragazzi di Addiopizzo Catania hanno cominciato il loro percorso. In questo
momento stanno portando avanti una campagna sul consumo critico. "La
nostra intenzione - spiegano - è quella di aiutare soprattutto i
commercianti, ma vogliamo fare capire a tutti che il pizzo è un problema
che riguarda anche i consumatori. Chi è vittima di estorsioni alza i prezzi
per recuperare i soldi pagati ingiustamente".
La campagna, per la quale sono state già raccolte circa 1400 firme di
persone che vogliono portare avanti la loro battaglia per la legalità, dovrà
fare altri passi. E' stata pianificata infatti la formazione di una commissione
di garanzia con dieci membri che possano capire se effettivamente un
commerciante paga o meno il pizzo. Quindi si passerà all'adesione dei
commercianti che riceveranno il sostegno non solo dei ragazzi del
Comitato, ma di unintera città. "E' fondamentale che chi decide di gridare
il suo "no"- spiegano dal Comitato - non si senta mai solo. L'appoggio delle
istituzioni è importante, ma è fondamentale che i catanesi facciano sentire
la loro vicinanza a imprenditori come Andrea Vecchio che hanno deciso di
lottare in trincea per dare l'esempio".
L'entusiasmo di questi giovani è forte e la sfida di fare uscire Catania dal
suo torpore atavico è dura, ma l'ottimismo non manca: "Sono quelle 1400
firme a farci pensare che anche se il lavoro è ancora lungo ci sono molte
persone che non vogliono rimanere più in silenzio".

 

Fonte: Tifeoweb

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