Contro il racket delle estorsioni: l'impegno del Comitato Addio Pizzo di Catania

Written by  Wednesday, 24 October 2007 00:00

"Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". Questo è lo slogan, linea guida del Comitato Addio Pizzo, nato a Palermo nel 2004, presente a Catania dal 2006. Esso esprime palesemente l'obiettivo che i membri del Comitato si propongono: contrastare il fenomeno diffuso del racket delle estorsioni.Un fenomeno quello del pizzo che non coinvolge solo commercianti, ma anche artigiani, professionisti.



Esso costituisce un vero e proprio “costo di impresa” pagato dal produttore,
ma che viene scaricato anche sui prezzi diminuendo il potere d’acquisto
della collettività. In tal modo anche il semplice consumatore si trova,
quindi, a dovere pagare il pizzo.
Si legge ne Il manifesto del cittadino/consumatore: “A fronte di questa realtà,
alcune decine di cittadini, il 29 agosto del 2004, in occasione del tredicesimo
anniversario del vile assassinio di Libero Grassi, hanno intrapreso e lanciato una
campagna di sensibilizzazione con adesivi di diversi formati, con lenzuola sui ponti
e con azioni analoghe, al fine di condurre una “guerriglia comunicativa a bassa
intensità”contro il pizzo.
Facendo leva sull’amor proprio di ogni siciliano, la campagna vuol favorire l’emergere di una nuova coscienza critica su questo
problema e si pone l’obiettivo di erodere il consenso di cui gode la mafia nell'estesa zona grigia della nostra società.”
Abbiamo pensato di fare alcune domande ad alcuni membri del Comitato Addio Pizzo di Catania.
Come nasce la vostra organizzazione e quando?
Il comitato Addiopizzo Catania nasce a giugno del 2006. Alcuni ragazzi del comitato di Palermo organizzarono un incontro nella
nostra città per raccontare la loro esperienza. Decidemmo di seguire il loro splendido esempio e la notte del 29 giugno andammo
in giro per le vie del centro di Catania ad attaccare degli adesivi listati a lutto, con la scritta “Un intero popolo che paga il pizzo è
un popolo senza dignità”, proprio come fecero i ragazzi di Palermo 2 anni prima.
Tre mesi dopo iniziammo ad organizzare banchetti informativi presso varie manifestazioni cittadine per far firmare il “Manifesto
del cittadino/consumatore”.
“I catanesi non vogliono la mafia”. Questa
frase è scritta nel vostro sito. Seguendo tale
linea quali sono le vostre attività?
Il comitato opera sostanzialmente su due fronti: il
progetto sul consumo critico, che mira a creare
una rete commerciale libera dalla mafia e il
progetto scuole, finalizzato alla sensibilizzazione
dei
giovani verso il tema del “pizzo” e della mafia,
affinché lo studente intraveda una valida
alternativa alla cultura dell’omertà e della
rassegnazione. In tali incontri, siamo
puntualmente accompagnati da: un membro delle
associazioni antiracket, un magistrato ed un
imprenditore che ha regolarmente denunciato i
suoi estortori.
Avete dimostrato la Vostra solidarietà ad
Andrea Vecchio. Vuole parlarci della
situazione del pizzo a Catania?
La signora Adriana Guarnaccia, pres. dell’Asaec,
durante un incontro avuto con Andrea Vecchio, gli
aveva comunicato la nostra volontà ad incontrarlo
e lui era ben lieto di
conoscerci. Abbiamo contattato telefonicamente il
geom. Andrea Vecchio dimostrandogli la nostra soliderietà e lui ci ha autorizzati ad esporre nei suoi cantieri i nostri striscioni che
esprimono la solidarietà al caso cosedil.
L’imprenditore ci ha sottolineato, quanto sia per lui importante fare informazione nelle scuole, far capire alle nuove generazioni
che un'alternativa al predominio mafioso, esiste!
Anche quest’anno partirà il progetto scuole e non appena partiremo, contatteremo sia il geom. Vecchio che gli altri imprenditori
che nella nostra città hanno avuto il coraggio di dire: IO NON PAGO!
In alcune manifestazioni promosse dal Vostro Comitato stato presente il Sindaco di Gela, Crocetta. In che misura il
suo impegno collaterale al vostro?
L’onorevole Crocetta è stato invitato il 29 giugno al dibattito che abbiamo organizzato in occasione del nostro primo anno di
attività. Il titolo del dibattito era: “L’isola che non c’è, la Sicilia libera dal pizzo”.
In quell’occasione spiegò con quali provvedimenti la sua amministrazione combatte il racket delle estorsioni nei lavori
pubblici;come ad esempio annullare l'appalto quando tutte le ditte si presentano con lo stesso ribasso d’asta o quando le stesse
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pubblici;come ad esempio annullare l'appalto quando tutte le ditte si presentano con lo stesso ribasso d’asta o quando le stesse
assegnano i sub-appalti alla stessa ditta.
Le vostre lotte future?
Presentare alla città la commissione di garanzia, la quale segnalerà ai cittadini-consumatori, quali negozi non finanziano la mafia.
Quotidianamente, aumentiamo la popolarità del nostro comitato affinchè l’iniziativa sia sempre più incisiva sull’economia locale.
Da non dimenticare il nostro impegno di sensibilizzazione nelle scuole.

 

Fonte: Modica Info Magazine

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