Salvatore taglia il pizzo

Scritto da  Mercoledì, 17 Settembre 2014 14:30

CATANIA – Sono già numerosi i siciliani illustri ad aver sposato l’iniziativa, decidendo di “tagliare il pizzo” scaricando e condividendo Piacere Salvatore. Salvo La Rosa, Giuseppe Castiglia, Lello Analfino dei Tinturia, Matteo Amantia, Antonio Perdichizzi di Confindustria, il sindaco Enzo Bianco, l’assessore alla Cultura, Orazio Licandro e l’amministrazione comunale tutta. Così come sono tante le radio, le associazioni e i singoli cittadini che contribuiranno a fare di Piacere Salvatore il tormentone antimafia a sostegno di Addiopizzo. E tanti altri se ne aggiungeranno.

 


È partita ufficialmente la “Catena di Paolo Antonio”. Piacere Salvatore, il video contro il pizzo già fenomeno virale sul web, è stato lanciato stamattina dalla sede di Addiopizzo Catania. In un immobile confiscato alla mafia. Erano presenti, oltre all’autore del brano e protagonista della clip, Paolo Antonio, il sostituto procuratore Pasquale Pacifico, presidente dell’Anm etnea, Rosario Lupo per Addiopizzo, Filippo Casella, l’imprenditore pizzo free che ha denunciato i suoi estorsori, il Capitano Agostino Gentile, del comando provinciale dei Carabinieri e, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, Livio Gigliuto, esperto del sindaco per il marketing.
Un appuntamento che è andato al di là del semplice lancio dell’iniziativa di sostenere la lotta al pizzo con un clic, diventando un momento di riflessione e quasi di organizzazione: quella della società civile che non ci sta più e che ha deciso di ribellarsi al racket in tutti i modi, dalla denuncia alle forze dell’ordine, percorso intrapreso da Casella e da tanti altri imprenditori come lui, alla presenza costante sul territorio, all’ironia, tra le armi più efficaci per lanciare un messaggio.
Come ha ben evidenziato il sostituto procuratore Pacifico, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. “Ho partecipo con molto piacere a questa iniziativa – ha detto – non solo per la vicinanza nei confronti di Addiopizzo, con cui collaboriamo da molti anni come Associazione nazionale magistrati. Ma anche perché ritengo che la battaglia alla mafia non si faccia solo nelle aule di tribunale, con gli interrogatori, con le forze dell'ordine. La lotta al pizzo è una battaglia culturale. Sono doppiamente contento per l'iniziativa – ha aggiunto - perché finalmente si parla della tanto temuta e invincibile mafia con l'ironia. Dobbiamo finirla, una volta per tutte, di mitizzare questi personaggi”.
Serve un cambio di passo, dunque, per rendere più efficace la lotta al racket e, in generale, la battaglia contro la mafia e la cultura mafiosa. Un cambio di passo che deve essere prima di tutto culturale.
“Bastano pochi atti di ordinario coraggio – ha aggiunto Pacifico. Le organizzazioni non sono affatto invincibili come si pensa e non ci si deve permettere di avere paura di questa gente. Bisogna avere la forza di parlare di antimafia, di denunciare Bisogna smettere di pensare che il pizzo sia un servizio assicurativo. Non è una tassa sulla tranquillità. E' il contrario”.
Bisogna parlare, quindi, utilizzando gli strumenti a propria disposizione, una canzone, ad esempio, e denunciare. Come ha fatto Filippo Casella, imprenditore pizzo free. “Se ci fosse stato Addiopizzo prima, probabilmente molti non si sarebbero piegati al racket – ha detto Casella che ha raccontato la propria, difficile, esperienza. “Io ho pagato per sette anni. Sette anni di inferno – ha affermato. A un certo punto, però, ho capito che non volevano denaro, ma impossessarsi dell'azienda e del territorio. Potevo pagare o denunciare. Ho denunciato. E lo farei di nuovo”. Un gesto che ha cambiato profondamente la vita di Casella. “Ora è più facile – ha concluso. La mafia ha paura quando si esce allo scoperto. Quando se ne parla”.
Anche per questo, Paolo Antonio, ha scelto di parlare. Anzi, di cantare. “Denunciare è una questione naturale – ha ribadito il cantautore - un grido di liberazione che consente di fare la differenza. Condividendo il video, chiunque può fare la propria parte e contribuire a raccogliere i fondi per chi la lotta al racket la porta avanti tutti i giorni, come Addiopizzo”.
Un gesto che è anche un segno tangibile di gratitudine per chi lotta in prima persona. “Abbiamo accolto con piacere e soddisfazione la sua proposta di devolvere a noi i proventi derivanti dalle vendite della canzone – hanno commentato i rappresentanti dei comitati Addiopizzo di Catania, Messina e Palermo – perché indice di stima del nostro lavoro di volontari. Acquistando "Piacere Salvatore" ciascuno di noi ha la possibilità di contribuire al lavoro quotidiano, sul territorio, delle nostre associazioni che, seppur in autonomia, lavorano con la stessa passione e serietà per lo stesso obiettivo: l'affermazione di una cultura della legalità e della libertà che passi da gesti semplici, ma concreti”.

Piacere Salvatore. Il brano racconta proprio la storia di un imprenditore siciliano, Salvatore appunto, uno per tutti, che non trovando lavoro pensa di aprire un’attività e si trova a scontrarsi con cosa vuol dire essere imprenditori in Sicilia: fare i conti con la burocrazia e soprattutto subire la richiesta del pizzo che arriva puntuale dopo qualche settimana. Salvatore decide di denunciare. Va controcorrente e si libera dal pizzo, che nel video viene ironicamente rappresentato con un pizzetto attaccato sul mento, tagliato via da un simpatico carabiniere-barbiere. “Così – spiega l’autore - ho avuto l’idea di lanciare una raccolta fondi e di chiamarla proprio “Salvatore taglia il pizzo”.
Il video è autoprodotto, realizzato senza il sostegno di sponsor né di etichette discografiche. Tutti i personaggi sono interpretati da Paolo Antonio che, con abilità istrionica, indossa i panni ora di Salvatore, ora del mafioso, in un divertentissimo gioco delle parti. La regia è dei Fratelli Bruno e Fabrizio Urso. L’arrangiamento è di Carlo Longo, con la collaborazione di Salvo Dub.
Il brano Piacere Salvatore è in vendita su iTunes, Google Play e nei principali store digitali a 0,99€.

http://youtu.be/Io_CQlhupko

 

Melania Tanteri

Letto 2614 volte Ultima modifica il Mercoledì, 17 Settembre 2014 12:57

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