QUESTO
SITO E QUESTO COMITATO SONO AUTO-FINANZIATI E NON SONO SATELLITE E/O COLLEGATI
AD ALCUN PARTITO POLITICO. La lotta alla mafia e per la legalità non ha e non deve avere colori: né di destra, né di sinistra. |
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Comunicati Stampa03 Agosto 2008 - Addiopizzo Catania è vicina ad Andrea Vecchio e alla Cosedil Addiopizzo Catania intende manifestare la propria vicinanza all'imprenditore Andrea Vecchio e ai dipendenti della Cosedil, per l'ennesimo atto di indimidazione che li ha resi protagonisti. Siamo certi che il vile atto di arroganza sarà ben presto punito e che non basterà un danneggiamento a frenare il processo di cambiamento culturale nei confronti della criminalità organizzata di stampo mafioso. 11 Luglio 2008 - Assegnati ad Addiopizzo, Libera e all'Asaec un immobile confiscato alla mafia Il Prefetto di Catania
Giovanni Finazzo mercoledì scorso ha mantenuto la sua promessa
e ha annunciato la consegna di uno dei beni confiscati alle associazioni
antiracket. Addiopizzo, Libera e l’Asaec si troveranno a dividere
un immobile situato in via Finocchiaro Grasso e che fu sequestrato al
boss Francesco Sansone nel 2002. Si tratta di un segnale forte che il
Prefetto ha voluto dare a tutta la città per rendere palese l’importanza
che la lotta al pizzo deve avere nella nostra città. Il Prefetto
ha anche scherzato sul fatto che tra Catania e Palermo possa instaurarsi
una sana concorrenza non solo sul piano calcistico ma anche su quello
della lotta alla mafia. Nella stessa gio 24 Giugno 2008 - Siamo tutti Pino Maniaci: Addiopizzo Catania partecipa.. ma può farlo chiunque! L'associazione Addiopizzo Catania ha deciso di appoggiare in pieno l' iniziativa di sostegno a Pino Maniaci, il giornalista di telejato che da anni vive costantemente sotto minaccia per le coraggiose denunce portate avanti. Nelle prossime settimane due volontari dell'associazione andranno a Partinico per leggere il TG;sperando che il loro esempio venga seguito dai cittadini catanesi.
Ad un gruppo di cittadini
è venuta questa idea, ci è sembrata magnifica e ci auguriamo
lo sia anche per te. L'INIZIATIVA In cosa consiste?
Come preferiamo. Se vogliamo
travestendoci anche come lui. Baffi ed occhiali. Per info: 347.262.27.46;
349.47.86.108. 12 Giugno 2008 - Addiopizzo Catania incontra il Prefetto di Catania In tarda mattinata i soci di Addiopizzo Catania hanno incontrato il prefetto Giovanni Finazzo. L’incontro era stato chiesto dall’associazione nelle scorse settimane e il Prefetto si era dimostrato subito disponibile a conoscere di persona i membri di Addiopizzo. Durante l’incontro Addiopizzo ha presentato le sue attività, si è quindi parlato del Consumo Critico e del progetto Scuole. Finazzo ha manifestato subito grande simpatia per l’associazione ammettendo di non avere avuto occasione, nei mesi precedenti, di incontrare i soci di Addiopizzo, questo però, ha spiegato il Prefetto, non gli ha impedito di seguire le attività dell’associazione che ha definito “importanti”, anzi Finazzo ha affermato di conoscere benissimo Addiopizzo Catania e per questo si è complimentato per il lavoro dell’associazione, che non ha esitato a definire “lodevole e degno di nota”. Il prefetto Giovanni Finazzo si è impegnato, ad elezioni concluse, ad aiutare Addiopizzo nella ricerca di una nuova sede. Il prefetto ha quindi invitato Addiopizzo a considerare la Prefettura come una vera e propria casa nella quale promuovere le proprie attività future. Il prefetto ha poi paragonato la realtà catanese a quella palermitana per spiegare l'interesse che gli abitanti della provincia etnea hanno nei confronti delle tematiche mafiose. Palermo e Catania vanno dunque considerate come due realtà differenti. E se i palermitani sembrano dunque più sensibili dei catanesi questo dipende anche dal fatto che la storia del capoluogo siciliano è, purtroppo, ricca di gravi tragedie. Durante l’incontro i soci di Addiopizzo hanno donato al prefetto una delle magliette sul consumo critico e un Pizzino della legalità. 11 Aprile 2008 - Addiopizzo Catania con Carmelo Pappalardo. L’associazione Addiopizzo Catania esprime solidarietà all’imprenditore Carmelo Pappalardo che negli ultimi giorni è stato di nuovo vittima di gravi intimidazioni. Pappalardo ha espresso preoccupazione per la devastazione del suo casolare, ipotizzando che non si tratti di un semplice saccheggio. Per questo la società civile ha il dovere di rimanergli accanto rafforzando ulteriormente il sostegno che gli era stato manifestato con la raccolta e l'acquisto delle Arance Pizzo Free. Ci auguriamo che le forze dell’ordine che stanno seguendo le indagini riescano presto a individurare i balordi che hanno colpito non solo un uomo, ma anche la sua idea di lotta all’illegalità. 05 Aprile 2008 - Addiopizzo Catania per Pino Masciari. Il grido di aiuto di Pino Masciari, l’imprenditore calabrese che ha denunciato i suoi estortori e che adesso si trova solo nella sua lotta, non può rimanere inascoltato. Sempre più spesso si sente di uomini e donne che decidono di combattere l’illegalità, ma che non ricevono adeguato sostegno da chi dovrebbe proteggerli, farli sentire al sicuro e decisi in una scelta difficile che coinvolge ogni aspetto della vita quotidiana. Noi di Addiopizzo Catania vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a Masciari, unendoci all’appello da lui rivolto alle istituzioni perché gli venga garantito quello che chiede: il diritto al lavoro, la sicurezza per se e per la sua famiglia. Diritti che sono sanciti da una Costituzione che Masciari ha onorato con la sua condotta di vita, che è esempio altissimo per tutti quegli imprenditori che sono in cerca di un moto di coraggio che li faccia affrancare dalle loro catene. Addiopizzo Catania per Pino Masciari
COMUNICATO STAMPA Sono un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket, che ha denunciato, fatto arrestare e condannare decine di appartenenti al sistema `ndranghetista con le sue collusione all’interno delle Istituzioni. Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d’uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione, contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona. Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra). Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza. Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l’assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta. La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell’allarmante contesto di ‘ndrangheta, acceso e dilagante. Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell’Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. 10 L. 82/91 di risolvere tempestivamente prima della consultazione elettorale la mia annosa vicenda, garantendo il diritto al lavoro e la sicurezza presente e futura per me e la mia famiglia. Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell’Unione Europea o altra Nazione l’ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza. Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell'impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell'altro. Lascio dunque in data odierna la località protetta per arrivare in Calabria ed affrontare quello che sarà il mio destino, mantenendo almeno fino in fondo la dignità che in questi anni ho difeso dagli attacchi prima della `ndrangheta e poi delle Istituzioni. Poi sarò davanti ai “Palazzi” di Roma e al TAR del Lazio dove giace vergognosamente arenato da più di tre anni il ricorso contro lo Stato che mi ha revocato ingiustamente il programma di protezione, che equivale alla condanna a morte. Lo farò in giro per l'Italia, fiducioso di trovare al mio fianco i tanti cittadini, associazioni, gruppi e Meetup, le forze sane delle istituzioni e della politica che ho incontrato in questi lunghi anni, che condividono la mia scelta e che si riconoscono nei valori della legalità e della giustizia. La COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, già nella scorsa legislatura, la quattordicesima, aveva analizzato ed esaminato approfonditamente "il caso dell’imprenditore Giuseppe Masciari", riconoscendo le ragioni di quanto esposto, (si rimanda ai seguenti documenti: Approvazione della Relazione del Comitato TESTI del 9 marzo 2005- Resoconto Stenografico della 69° seduta del 14 giugno 2005 - approvazione della Relazione di Minoranza del 18 gennaio 2006, pag. 72 "Testimoni di giustizia: una risorsa umiliata"). L’attuale COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, quindicesima legislatura, nella Seduta di martedì 19 febbraio 2008 ha approvato la Relazione annuale sulla 'ndrangheta (Rel. On. Forgione) e la Relazione sui testimoni di giustizia (Rel. On. Napoli), che ha fatto emergere "le gravi cadute di efficienze del sistema di protezione dovute spesso a inettitudine, trascuratezza ed irresponsabilità" per questo "Lo Stato recuperi il terreno perso nei confronti di chi ha mostrato di possedere uno spirito civico esemplare". Ha riconosciuto il rispetto dei diritti dei testimoni di giustizia, risorsa da premiare e non da umiliare. Nella relazione sulla `ndrangheta ha dichiarato la pericolosità mondiale di tale struttura criminale. Le Istituzioni, la politica, Confindustria, raccolgono collezioni di buone intenzioni cui non seguono fatti concreti. Non ho bisogno di pacche sulle spalle, ma di sicurezza, impiego e futuro per me e soprattutto per la mia famiglia. Se si permette che chi ha scelto di stare dalla parte della Giustizia maturi solo disagi diventando esempio tangibile del fallimento di una rapida risposta dello Stato, ciò non rappresenta una sconfitta solo per Pino Masciari, ma una sconfitta per l’Italia intera, una vittoria per la `ndrangheta, che ha continuato e continua a fare imprenditoria moltiplicando i suoi guadagni, tanto è vero che in Calabria ha un bilancio di 35 miliardi di euro sporchi, mentre al sottoscritto non gli viene restituito il diritto di ritornare a fare l’imprenditore. Addirittura il Ministero dell’Interno con delibera del 28 luglio 2004, così afferma: "non consente di autorizzare il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo familiare nella località di origine ritenuto che sussistono gravi ed attuali profili di rischio". Una sconfitta per lo Stato Italiano, un messaggio devastante per chi domani si trovasse a decidere se denunciare o abbassare la testa di fronte alle intimidazioni mafiose. . Confermo fino alla fine e con fermezza che non ho alcun rimpianto per ciò che ho fatto, perché ritengo che la denuncia sia atto doveroso di ciascun cittadino che appartenga ad uno Stato che possa ancora considerarsi di diritto. Lì 31 marzo 2008 f.to Giuseppe (Pino) Masciari 04 Febbraio 2008 - S. Agata liberaci dalla mafia. Alla luce dei
recenti fatti che mettevano in luce le vergognose infiltrazioni della
mafia nell’organizzazione e nello svolgimento della festa di S.
Agata, addiopizzo Catania ha sentito il dovere di dare voce ai molti
catanesi onesti che si sono indignati davanti a questa ulteriore prova
del predominio mafioso sul nostro territorio. Catania, 04/02/2008, ore 23:30 18 Novembre 2007 - Pallavolo Catania con il comitato Addiopizzo Catania. La Pallavolo Catania durante il riscaldamento della partita di oggi contro il Mantova (ore 18 presso il Palacannizzaro) indosserà le magliette del comitato Addiopizzo Catania.Una delegazione del comitato sarà presente tra il pubblico per esporre uno striscione contro il pizzo. 01 Settembre 2007 - Lo Stato è a fianco del Geom. Antonio Vecchio, Addiopizzo pure. Imprenditori e commercianti: denunciate gli estortori! Ieri, 31 Agosto, si
è verificata la quarta intimidazione nei confronti dell'azienda
Cosedil di Catania.
03 Agosto 2007 - Il comitato Addiopizzo Catania a fianco del comitato Addiopizzo Palermo e all'imprenditore Guajana. Il comitato Addiopizzo Catania intende manifestare la propria vicinanza al comitato Addiopizzo di Palermo e all'imprenditore Guajana per il vile attentato dei giorni scorsi.
19 Luglio 2007 - Commemorezione del giudice Paolo Borsellino. 19 luglio 1992 Palermo via D’Amelio 19 luglio 2007 Catania Parco Falcone (nei pressi di Viale Raffaello Sanzio) Se non condividi l’assordante silenzio e l’indifferenza di questa città, puoi raccogliere l’invito dei ragazzi di AddiopizzoCatania. Alle ore 18 ricordiamo in maniera semplice Paolo Borsellino e i ragazzi della scorta con una fiaccolata e la lettura di alcuni brani. La società civile è invitata a partecipare.
29 Giugno 2007 - Ad un anno dalla nascita del comitato addiopizzo Catania. - Il comitato addiopizzo Catania invita la cittadinanza catanese a partecipare al dibattito sulla tematica del racket che si terrà giorno 29 giugno, dalle ore 16, presso l'aula magna Oliveri della facoltà di ingegneria di Catania sita nell'edificio "DAU", all'interno della cittadella universitaria, in viale Andrea Doria 6. Interverrano alcuni protagonisti dell'attività antimafia contemporanea, tra i quali Pina Maisani Grassi e Rosario Crocetta (sindaco di Gela). La locandina dell'evento è qui disponibile. Maggiori dettagli (comprese
le indicazioni su come arrivare) sono disponibili consultando il calendario. 12 Giugno 2007 - Solidarietà alla famiglia Impastato. Il comitato Addiopizzo Catania mostra la sua vicinanza alla famiglia Impastato e all'omonimo centro per i gravissimi fatti di questi giorni. Il comitato intende altresì fare notare che questi atti voluti essere “intimidatori” rafforzano ancora di più l’impegno di coloro che operano nel campo dell’antimafia in quanto sintomo di progresso nella lotta stessa. |