Piero Grasso (Licata, 1º gennaio 1945) è un magistrato italiano.
L' 11 ottobre 2005 è stato scelto come procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna che ha lasciato l'incarico nell'agosto 2005 per raggiunti limiti di età. Grasso è notoriamente vicino all'area moderato-cattolica dell'Unione, che ha appoggiato la sua candidatura in seno al C.S.M.

Biografia

Piero Grasso, di origine licatese (Ag), incomincia il proprio cursus honorum nel 1969, quando entra in magistratura. Intorno alla metà degli anni settanta si occupa di indagini sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata. Diviene titolare dell'inchiesta riguardante l'omicidio del presidente della Regione Piersanti Mattarella il 6 gennaio 1980.
Nel 1984 ricopre l'incarico di giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra (10 febbraio 1986 -10 dicembre 1987), 475 imputati. Piero Grasso a fianco del presidente Alfonso Giordano è stato l'estensore della sentenza (oltre 8 mila pagine) che comminò 19 ergastoli e oltre 2.500 anni di reclusione.
Conclusosi il maxiprocesso, Grasso viene nominato consulente della Commissione antimafia, a capo di Gerardo Chiaromonte prima e poi da Luciano Violante. In seguito viene nominato consigliere al Ministero di Grazia e Giustizia, il cui Guardasigilli era Claudio Martelli, che chiamò anche Giovanni Falcone alla Direzione Affari Penali, e componente della Commissione centrale per i pentiti.
Successivamente viene sostituto nell'incarico, per poi essere nominato Procuratore aggiunto presso la Procura nazionale antimafia (guidata da Pier Luigi Vigna), applicato nelle Procure di Palermo e Firenze dove ha seguito e coordinato le inchieste sulle stragi del 1992 e del 1993.
A Palermo da Procuratore della Repubblica dall'agosto del 1999, sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, sono stati arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, che erano inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ha ottenuto 380 ergastoli e centinaia di condanne circa per un totale di migliaia di anni di carcere.

Capo della Procura nazionale antimafia

L'elezione di Piero Grasso.L'11 ottobre 2005 è stato nominato Procuratore nazionale antimafia a Roma, mentre era ancora capo della Procura della Repubblica di Palermo. Il Csm (Consiglio superiore della magistratura) ha dato via libera alla sua nomina con 18 voti a favore e cinque astensioni.
L'11 aprile 2006 contribuisce con il suo lavoro, dopo anni d'indagine, alla cattura di Bernardo Provenzano nella masseria di Montagna dei cavalli a Corleone, latitante dal 9 maggio 1963. In realtà, il contributo di Grasso nella cattura di Provenzano è stato messo in dubbio da diversi osservatori. Scrive il giornalista Marco Travaglio dalle colonne dell'Unità, «le catture dei latitanti sono anzitutto merito delle forze dell'ordine, anche se quando fu preso lo Zu Binnu molti spacciarono l'operazione come il trionfo di Grasso, peraltro già a Roma da mesi in un ruolo ­ quello di capo della Procura nazionale ­ che non c'entra nulla con indagini e catture.»
Il 18 settembre 2006 la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con il contributo della Procura Nazionale diretta dal procuratore nazionale Grasso, conclude un'indagine durata due anni riguardante l'azione di alcune cosche mafiose di Vibo Valentia, che avevano messo le mani sui villaggi turistici della costa. Le cosche in questione sono La Rosa di Tropea e quella dei Mancuso di Limbadi, che ricavavano ingenti guadagni dal controllo degli appalti per la costruzione e la fornitura dei villaggi vacanze nella zona di Catanzaro. L'operazione Odissea si conclude con 41 procedimenti di custodia cautelare.