Sabato, 10 Ottobre 2009 02:00

La città onesta spera in una svolta

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L'operazione che ha decapitato i vertici del clan Santapaola segna una tappa importante nella storia della lotta alla mafia che spara. Ma non meno importanti sono le parole degli artefici di questo blitz che ha interrotto un summit in cui si decideva della strategia della famiglia catanese di Cosa Nostra e, verosimilmente, anche di nuovi omicidi, di nuove morti. E' stato evitato un nuovo spargimento di sangue, nuove violenze e sopraffazioni contro le persone e le imprese, nuovi affari sporchi. La città ne è consapevole e, sinceramente, ringrazia.

A spiazzare, in questa giornata di legittimo orgoglio per le forze dell'ordine, è il comandante provinciale dei carabinieri le cui parole colpiscono e commuovono. Nel giorno in cui lo Stato dà efficace e spettacolare manifestazione della propria forza in un'operazione di grande respiro Giuseppe Governale ricorda lo sfregio perpetrato contro il campo di calcio di Librino, contro i bambini e i ragazzi cui si vuole negare la possibilità di crescere secondo modi e valori sani, contro le periferie costrette in una morsa di violenza che ne impedisce il riscatto anche quando lo Stato, con difficoltà, fa la propria parte cercando di garantire infrastrutture e servizi. Con parole limpide il comandate Governale dice che va data attenzione ai problemi grandi, e ai grossi criminali, così come alle sopraffazioni che incidono sulla vita quotidiana e ne bloccano la crescita civile ed economica.

E questo dicono, con rara coralità, anche molti esponenti delle istituzioni e della società civile. Dicono grazie per il contrasto militare alla mafia che è anche prevenzione quando - come in questo caso - si traduce in rinnovata fiducia nelle istituzioni, quando incoraggia imprenditori e commercianti a denunciare le estorsioni e i cittadini e i funzionari a contrastare e a segnalare le collusioni. Quando rivolge lo sguardo partecipe e attento alla vita quotidiana dei cittadini, soprattutto di quelli più deboli e più esposti, quando la lotta alla mafia e al malaffare si coniuga con quella per i diritti. Questo blitz - portato a buon termine anche grazie alle intercettazioni telefoniche, come sottolinea il procuratore Vincenzo D'Agata - può diventare un momento di svolta per la città. Ed è questa la speranza dei catanesi onesti.

Fonte: la Sicilia

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