Giovedì, 01 Luglio 2010 02:00

C’è chi dice no al pizzo

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Cinquanta nomi e oltre 4200 firme per una rivoluzione partita dal basso e con un solo scopo: dimostrare che dire no al pizzo si può se lo si fa tutti insieme e senza paura. Ieri in prefettura a Catania è stata la festa della città e di Addiopizzo che, dopo quattro anni di lavoro, con orgoglio, ha presentato la lista dei commercianti pizzo free, degli imprenditori che dichiarano di non cedere ai ricatti degli estortori e che ci mettono la faccia.

Per i ragazzi di Addiopizzo si tratta di una vera e propria "rivoluzione copernicana" perché fino a qualche anno fa, nessun imprenditore o commerciante si sarebbe esposto così tanto contro la criminalità organizzata.Dietro i ragazzi di Addiopizzo e dietro i commercianti ci sono le istituzioni e non a caso la presentazione della lista ieri è stata fatta in prefettura alla presenza dei rappresentanti delle forze dell'ordine che operano sul territorio e che ogni giorno stanno a fianco di chi decide di denunciare.I cinquanta nomi dei commercianti che hanno aderito alla campagna pizzo free sono diversi tra di loro. Librerie, imprese edili cooperative, negozi di abbigliamento e tanto altro, tutti hanno sede tra Catania e provincia. Chi ha firmato, finendo sulla lista, ha preso alla lettera lo slogan degli addiopizzini "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità" e che hanno dato, finalmente vita, al progetto del consumo critico.Adesso tocca ai catanesi fare la loro parte. Quei 4225 che hanno firmato il progetto del consumo critico infatti hanno in mano da oggi lo strumento che permetterà loro di mettere in pratica quello che è stato un sogno per tanti anni al quale i ragazzi di Addiopizzo hanno dedicato il loro lavoro in maniera costante.Le liste, sia quella dei commercianti, che quella dei clienti, però, è certo, sono destinate ad allungarsi, perché, per dirla alla maniera di Addiopizzo, è inevitabile pensare che adesso saranno molti di più quelli che consumeranno criticamente.

Fonte: tifeo web

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