Venerdì, 15 Febbraio 2013 01:00

Il riscatto deve partire dai giovani

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L'appuntamento ieri mattina al liceo delle Scienze umane e Linguistiche "De Sanctis", per parlare di legalità. Gli studenti dell'Istituto superiore hanno incontrato l'associazione "Addiopizzo", rappresentata da Chiara Barone, e con loro Alessandro Sorrentino, magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, e un imprenditore catanese, che preferisce l'anonimato, vittima del racket delle estorsioni.

 

"La legalità è un processo che si conquista un passo alla volta - evidenzia la volontaria di Addiopizzo - Il cambiamento è possibile e si ottiene già con piccoli gesti quotidiani. Noi giovani possiamo, attraverso il volontariato, esprimere il nostro impegno".
Un lavoro, quello dell'associazione "Addiopizzo", a 360°. Un impegno civile, con il rifiuto di ogni forma di illegalità e di mafia, ma anche con l'impegno sociale, con gli interventi nei quartieri. "Come il doposcuola che ad esempio svolgiamo nel quartiere catanese di Picanello - continua ancora Chiara - Ai giovani ci rivolgiamo per cambiare il nostro futuro". E poi l'intervento del magistrato che ha risposto alle tante domande degli studenti. Anche qui si è parlato di legalità, di rispetto delle regole, già dal semplice uso del casco mentre si è a bordo di uno scooter. E poi l'importante intervento di un imprenditore catanese che circa 20 anni fa ha visto la sua azienda andare in fumo, dopo aver detto no al racket delle estorsioni. "Ho denunciato i miei aguzzini - racconta l'imprenditore - e con il sostegno delle forze dell'ordine, dello Stato, sono riuscito poco alla volta a rimettermi in piedi, ricostruendo la mia azienda. Agli imprenditori che si ritrovassero oggi nelle condizioni in cui mi sono trovato io dico di non arrendersi, oggi il sostegno è maggiore, oggi c'è una maggior collaborazione. Non bisogna mollare".
La mafia si può sconfiggere, ne sono convinti anche gli studenti che per voce dei rappresentanti, Pasquale Longhitano e Francesco Mascali evidenziano come i primi devono essere i giovani, cominciando dal rifiuto degli stupefacenti.

 

Fonte: La Sicilia

Letto 6784 volte Ultima modifica il Sabato, 16 Febbraio 2013 12:24

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