Assegnato ad addiopizzo e libera un appartamento confiscato alla mafia

Scritto da  Venerdì, 27 Gennaio 2012 00:00

Diventerà “un avamposto di legalità” l’appartamento catanese confiscato alla mafia e consegnato stamattina alle associazioni Addiopizzo e Libera. Un punto di riferimento per chi è impegnato da anni sul territorio con progetti di ampio respiro.

 

C’erano tutti all’inaugurazione, in via Grasso Finocchiaro, 112 a Picanello: il prefetto Francesca Cannizzo, il questore Antonino Cufalo, il procuratore Capo della Repubblica Giovanni Salvi e il collega Michelangelo Patanè, i rappresentanti delle Forze dell’ordine e il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione. Ma soprattutto c’erano i ragazzi di Addiopizzo e i rappresentanti di Libera, che hanno creduto sin dall’inizio nella destinazione di questo appartamento alle loro attività. Come ha spiegato Salvatore Grosso, presidente di Addiopizzo Catania, “l’assegnazione del bene è avvenuta già nel 2008, ma le sue condizioni erano pessime ed era necessaria una ristrutturazione. Per questo abbiamo ottenuto l’aiuto della Provincia Regionale di Catania, che nel 2010 ha stanziato 20000 euro. Oggi, conclusi i lavori di adeguamento, festeggiamo l’apertura di questo “avamposto della legalità”, nel quale ci auguriamo di coinvolgere l’intero quartiere”. Sulla targhetta d’ingresso dell’appartamento si legge: “ Casa di Peppe (Montana), Ninni (Cassarà) e Roberto (Antiochia). Poliziotti della Squadra Mobile di Palermo vittime della mafia nell’estate del 1985”. Un invito a non dimenticare e a coltivare la memoria, come ha ricordato Giuseppe Vinci di Libera. Non a caso ogni anno la sua associazione dedica una giornata al ricordo delle vittime di mafia, scandendone tutti i nomi, anche quelli sconosciuti ai più. Oltre alla Provincia, in tanti hanno contribuito a fare di questo bene confiscato alla mafia un luogo di aggregazione.

Da Ivan Lo Bello di Confindustria (che ha permesso di eliminare l’ipoteca che gravava sull’appartamento) ai componenti della Prefettura (a partire dal prefetto Finazzo in carica nel 2008), fino agli amici e parenti della giovane Marilù Fazio, un’associata di Libera scomparsa prematuramente, in memoria della quale sono stati raccolti dei fondi da destinare all’acquisto dell’arredamento. Istituzioni e cittadini insieme, dunque, in una benefica “rete di legalità”, come l’ha definita il prefetto Cannizzo. “La rivincita della società civile sulla mafia”, secondo il procuratore Patanè. E che rivincita, a giudicare dall’entusiasmo che si respirava all’inaugurazione. “Questo bene non appartiene alle nostre associazioni – ha concluso il coordinatore regionale di Libera Umberto Di Maggio – ma allo Stato nella sua interezza. Per questo ci impegniamo a condividerlo con chi ne avrà bisogno”.

 

Fonte: Graziella Nicolosi - la zona franca

 

inaugur.bene

 

Letto 2485 volte Ultima modifica il Giovedì, 28 Giugno 2012 15:19

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