«Il pizzo ci riguarda tutti. Là dove c'è il commerciante che paga - ha ricordato Salvo Fabio di Addiopizzo - vuol dire che non c'è lo Stato». Fabio ha poi annunciato l'attuazione del progetto «Consumo Critico». «Nessuno chiede di fare l'eroe - ha ribadito il sostituto procuratore della Dda, Agata Santonocito - ma la denuncia va fatta. Pensate che con le estorsioni si pagano gli stipendi degli affiliati alle cosche mafiose. Ricordate: noi siamo con voi. Le persone oneste siamo in maggioranza rispetto ai mafiosi».
Il convegno è stato arricchito dalla testimonianza di due imprenditori che si sono ribellati al racket: Filippo Casella e Saro Barchitta. «Denunciate, non cedete mai ai ricatti. - hanno affermato senza paura Casella e Barchitta - Se denunciate nessuno vi farà del male, le forze dell'ordine vi sosterranno». «Una testimonianza - ha affermato l'assessore al Mare, Domenico Di Martino - tangibile della volontà di ribellarsi. Siamo dalla parte di coloro che con la loro opera sostengono le vittime di racket e usura. Il nostro Consiglio comunale ha allo studio un regolamento contro tali fenomeni».
A ribadire questi concetti anche Saro Bellino, vicepresidente dell'associazione Ugo Alfino di Catania e Daniele Trombetta, presidente della Confcommercio di Riposto, che hanno posto l'accento sul dovere di denunciare. Sulla stessa lunghezza d'onda, Salvo Costarelli di Lni. Tra gli intervenuti, il vicequestore Enrico Maccarrone, Silvestro Del Popolo (Gdf), il maggiore Santantonio (Cc), il maresciallo Torrisi e il presidente della Commissione provinciale Legalità e Trasparenza, Salvo Patanè.
Fonte: la Sicilia