Martedì, 29 Marzo 2011 02:00

La nuova generazione e il nuovo approccio all'antimafia

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Addiopizzo Catania incontra tanti giovani durante le sue attività, durante i banchetti, a scuola e nelle università. Vi proponiamo una riflessione di Davide, un nostro socio.

 

In questi quattro anni di attività con Addiopizzo ho osservato tanto i cambiamenti, piccoli, a volte impercettibili nella mentalità delle nuove generazioni, cambiamenti che a volte sono grandi iniezioni di fiducia perché sono la conferma del fatto che non è vero che le cose non cambiano e mai cambieranno.Provate ad immaginare un'assemblea di istituto circa 20 anni fa, penso che pochi ragazzi al mondo avrebbero pensato di organizzarla sull'antimafia, di parlare di mafia , di fare nomi e cognomi di boss senza avere paura, ed invece ora lo fanno, parlano di loro, li sfidano, cercano di cambiare.Anche nei nostri banchetti informativi in giro nelle università e nelle piazze ci siamo spesso imbattuti in ragazzi molto giovani, eppure tanto informati, che seguono i giornali, che si arrabbiano per ciò che gli succede attorno. Al contrario, ed è anche abbastanza normale, abbiamo sempre riscontrato il tipico atteggiamento vittimista e fatalista nelle persone più grandi, quelle di qualche generazione fa.Questo nuovo approccio dei giovani non riguarda solo l'antimafia ma la legalità in generale,il senso civico ed il rapporto con la società.Nel mio lavoro mi capita di sentire i ragazzi parlare di ciò che gli succede a scuola, oppure durante le loro attivtà sportive.L'altro giorno mi hanno raccontato un episodio che mi ha dato il segno di come qualche ragazzo abbia capito qual è la strada da seguire.In una scuola tre ragazzi hanno dato fuoco ad un cestino dell'immondizia di una classe, questo si è propagato alla lavagna rischiando di allargarsi ancora, alcune ragazze che passavano di lì hanno visto tutto e, chiamate dal preside a fare i nomi delle persone che avevano visto, non hanno avuto timore di dire al preside chi fossero. Naturalmente, come succede nella società di tutti i giorni, questi tizi sono andati poi a cercare le ragazze minacciandole per quello che avevano fatto, ma la loro risposta è stata subito pronta: non si sono fatte intimorire ed hanno detto in faccia a chi le minacciava che avrebbero fatto la stessa cosa altre cento volte.Questo è un semplice esempio, non è sicuramente paragonabile alla situazione di chi denuncia una estorsione, che naturalmente comporta rischi maggiori e molto più pesanti, è ovvio, ma come quando si parla di bullismo tra i giovani si dice che sia l'anticamera della delinquenza, allo stesso modo questo tipo di atteggiamento potrebbe benissimo essere un esempio di anticamera della legalità. Ho voluto citare questi esempi positivi nella normale consapevolezza che, a fare da controparte a questa grossa fetta di ragazzi che cambiano, ce ne sono molti che purtroppo nella mentalità mafiosa, nella illegalità ci vivono, e ci vivono a volte anche bene, perché l'illegalità sembra facile, porta soldi e fa avere a 18 anni quello che una persona normalmente non potrebbe mai avere a quella età. Mi fa piacere però sottolineare che le cose stanno comunque cambiando, che molti ragazzi, sensibilizzati da chi gli sta attorno, con un grosso apporto della scuola, portano avanti la cultura della legalità, nonostante i modelli sbagliati e una tv che fa passare continuamente esempi negativi, con le fiction, con i programmi che mostrano personaggi che nell'illegalità vivono che vengono quasi idolatrati e che parlano di giustizia, di esempi e di cosa è giusto o sbagliato. Dobbiamo ammettere che in una società così, il comportamento di questi ragazzi è un segno positivo, che noi dobbiamo appoggiare e sostenere con forza e fiducia, fiducia nel futuro, nei nostri mezzi, nelle nostre parole ed esempi che hanno contribuito a cambiare in meglio la nostra società e che col tempo porteranno a cambiarla in tutti i settori. Io ci credo, è questa la mia speranza e penso sia la speranza di ogni onesto cittadino. Davide Siracusa

 

 

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